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“Inutili”. I positivi al covid aumentano ma l’Austria revoca le misure liberticide nei confronti dei non vaccinati. La stampa italiana, che aveva strumentalizzato l’introduzione delle stesse per spianare la strada al Governo di Mario Draghi, fa finta di nulla

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Il numero dei positivi aumenta, cosi come in tutta Europa, e il Paese austriaco, che a inizio gennaio venne portato ad esempio dai giornali italiani impegnati a spianare la strada a nuovi e più gravi provvedimenti liberticidi e discriminatori del Governo del banchiere Mario Draghi nei confronti dei non vaccinati, che fa?

Elimina questi provvedimenti: “Inutili”, sono stati definiti degli stessi esponenti del Governo, come riporta il giornale più diffuso nel Paese Kronen Zeitung.

La stampa italiana però non se ne è ancora accorta: “Utile solo a chi governa”, si potrebbe definire. Ma non è una scoperta di oggi.

 

Il presidente della regione Sicilia Nello Musumeci vìola la legge e libera i siciliani non vaccinati, ostaggi del Governo del banchiere Mario Draghi e di tutti i politici “zerbino” che lo sostengono

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Nello Musumeci

Aveva scritto per tre volte al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi chiedendogli di liberare i cittadini siciliani non vaccinati, cui dal 10 gennaio è impedito di lasciare il territorio regionale o di entrarvi.

Ma è stato ignorato, benché rappresenti 5 milioni di cittadini. Neppure l’ultimatum di ieri, con minaccia di agire entro 24 ore in caso di mancato intervento centrale, ha smosso il Governo.

Qualche minuto fa Nello Musumeci, ha emanato l’ordinanza che riapre lo Stretto di Messina e i collegamenti con le isole minori siciliane.

Si tratta di un’ordinanza chiaramente illegittima.

Ma offre la misura della situazione di follia in cui è precipitata l’Italia grazie al terrore creato per contrastare l’epidemia di Covid e un’emergenza che da almeno 8 mesi non c’è.

Un Paese in cui il Governo, con l’avallo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, trasformato da due anni in maggiordomo, calpesta i diritti di libertà dei cittadini non vaccinati e un Presidente di una Regione, tenuto in nessuna considerazione dal potere centrale, è costretto a violare la legge per garantire la libertà personale e di circolazione.

Andare dalla Sicilia in altre regioni attraverso lo Stretto di Messina sarà ora possibile per i non vaccinati.

In base a questa ordinanza, però, i non vaccinati dovranno fare il tampone, stare con la mascherina Ff2, rimanere chiusi in macchina e, se da pedoni usano le navi aperte, stare al freddo.

La Sicilia ha 60 parlamentari che siedono a Palazzo Chigi e Palazzo Madama: non pervenuti.

Ora il Governo potrebbe impugnare l’ordinanza di Musumeci al Tar, oppure lasciare correre in attesa che il Parlamento in sede di conversione del Decreto legge modifichi le norme che da 10 giorni imprigionano tutti i cittadini non vaccinati anche di tutte le altre isole italiane. Che ostaggi erano, e ostaggi rimangono

 

 

 

 

 

 

 

Populismo e covid, le piroette del sindaco Cateno De Luca a caccia di consensi in vista delle prossime tornate elettorali. Organizza uno show e fa finta di lottare contro il Governo di Mario Draghi per liberare i siciliani che lo scorso anno aveva sequestrato

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Gli ostaggi sono sempre gli stessi: i cittadini siciliani.

I rapitori, invece, si fanno concorrenza e beffa degli ostaggi. Lo scorso anno fu il sindaco di Messina Cateno De Luca a sequestrare i siciliani. Per liberarli ci volle l’ intervento del Governo, che con fermezza sostenne che il confinamento dei siciliani fosse lesivo dei principi fondamentali della Costituzione. De Luca in un colpo solo riuscì a violarne una dozzina, come certificò senza alcuna fatica il Consiglio di Stato.

Ora le parti si sono invertite.

Il Governo guidato dal banchiere Mario Draghi ha deciso di sequestrare un milione di siciliani non vaccinati (e tutti coloro che abitano nelle isole italiane) e di impedire a tutti i non vaccinati di Italia di entrare in Sicilia (e in tutte le altre isole italiane) al fine di costringerli a vaccinarsi, e il sindaco Cateno De Luca che fa?

A qualche mese dalla prossima tornata elettorale, chiama televisioni e giornalisti, improvvisa uno show (il catenodelucashow) e si propone di liberarli. Di liberarli dai despoti che stanno a Roma. E che hanno osato imitarlo.

Neppure il più brillante degli sceneggiatori avrebbe immaginato una trama così imbarazzante e deprimente.

Il luogo in cui va in scena questo film dell’orrore è l’Italia, Paese che sino a 24 mesi fa era una Repubblica liberal democratica fondata sulla Costituzione, che mise fine a un regime autoritario.

Lo era, finché un virus dipinto come terribile non offrì l’occasione per trasformarlo nel Paese in cui il Governo calpesta da due anni impunemente la Costituzione. In nome di un’emergenza sanitaria che da almeno otto mesi non c’è più. E che in Sicilia non c’è mai stata. Un’emergenza che offre a politicanti di varia foggia la possibilità di aumentare il loro consenso. E a molti di fare affari o semplicemente di avere un lavoro.

Ma attenzione, l’iniziativa di De Luca è per una liberazione a tempo. Qualche ora d’aria, di quelle che si concedono ai carcerati.

Giusto il tempo perché i non vaccinati si mettano in regola con la legge. Un mese, due mesi. Quanto tempo? Non si sa. Su questo il sindaco, famoso in tutta la penisola per essere stato ospite fisso per settimane di babbara d’usso, non ha saputo essere preciso.

Cateno De Luca sinora è stato uno dei migliori protagonisti della propaganda del terrore, strumento efficacissimo per limitare le libertà delle persone e per far crescere i consensi. Ti terrorizzo e poi, se ti fidi di me, ti salvo: la ricetta è nota e collaudata.

Cateno De Luca è un maestro.

Lo scorso anno, di questi tempi, usando la Gazzetta del sud – che nell’occasione moltiplicò i contagiati in città come Gesù fece con i pani e i pesci – dopo aver creato il terrore in città, ottenne dal Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, la dichiarazione della zona rossa per Messina, in base a un numero di positivi al Covid palesemente falso e gonfiato.

De Luca, solo dieci giorni fa ha chiuso le scuole di Messina, ben sapendo che non lo potesse fare, perché la legge glielo impediva. In spregio a qualsiasi principio giuridico e al buon senso, è arrivato a scrivere nell’ordinanza sindacale che – è vero – lui non aveva il potere di chiudere le scuole, ma le scuole le chiudeva lo stesso. 

“Povera patria – cantava Franco Battiato – Schiacciata dagli abusi del potere. Di gente infame, che non sa cos’è il pudore. Si credono potenti e gli va bene quello che fanno. E tutto gli appartiene. Tra i governanti…Quanti perfetti e inutili buffoni”.

L’opinione. Battaglia di libertà e disubbidienza civile, se il banchiere Mario Draghi ricatta i lavoratori agitando un’emergenza sanitaria che palesemente non c’è e i sindacati lo spalleggiano c’è un primo atto concreto di ribellione: strappare le tessere

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Draghi e i segretari dei sindacati confederali

L’italia è l’unico Paese in Europa (in Francia non si è ancora arrivati a certi livelli) in cui i lavoratori sono ricattati dal Governo guidato dal banchiere Mario Draghi che, calpestando la Costituzione, ha imposto e sta imponendo loro la vaccinazione, quale condizione per poter continuare a percepire la retribuzione, fondamento di ogni diritto insopprimibile della persona.

Il pretesto è l’emergenza sanitaria di durata biennale, che da mesi in Italia però non c’è, ma che viene rappresentata dai media e dalla stampa, arruolata nella propaganda del terrore per spianare la strada ai provvedimenti liberticidi.

Che l’emergenza non ci sia lo dicono i dati ufficiali del ministero della Salute, soprattutto quelli relativi ai ricoveri in ospedale.

Il numero totale dei positivi, che in Italia sta crescendo inesorabilmente da giorni nonostante 50 milioni di vaccinati (20 milioni con tripla dose), non ha nessun rilievo ai fini della sussistenza dell’emergenza sanitaria: i positivi, infatti, possono essere persone sane o senza alcun sintomo.

L’eloquenza dei dati

Secondo quelli di ieri, 2 gennaio 2022, dell’Istituto superiore di sanità, a fronte di un milione e 70 mila attualmente positivi al Covid 19, le persone ricoverate in ospedale sono mille (ovvero l’1,09% sul totale) e quelli in area critica terapia intensiva (0,12% sul totale dei positivi).

Nella foto di seguito la tabella del ministero

Il 98,78% dei positivi, dunque, non ha sintomi che vadano al di là di un raffreddore, e sono a casa.

Ma a smentire ulteriormente l’emergenza sanitaria ci sono i dati sulla situazione negli ospedali.

I ricoverati occupano il 14% dei posti disponibili nelle terapie intensive italiane e il 18% della dotazione di posti in regime di ricovero ordinario (una buona parte sono persone socialmente fragili di cui nessuno si può o si vuole occupare a domicilio).

Ecco i dati dell’Agenas nella tabella seguente.

 

A fronte di questi dati, che escludono palesemente la sussistenza di qualsiasi emergenza sanitaria, anche i sindacati, specie i confederali Cgil, Cisl e Uil, ovvero le formazioni intermedie che hanno quale funzione primaria la rappresentanza dei lavoratori e la tutela dei loro diritti, che hanno fatto?

Hanno tenuto e tengono bordone al presidente del Consiglio dei ministri. Addirittura, secondo delle indiscrezioni apparse ieri su La Repubblica, giornale portavoce del Governo Draghi, sono loro a spingere perché si proceda in maniera spedita sulla via dell’estensione a tutti i lavoratori dell’obbligo del vaccino.

Bene.

Il giurista Ugo Mattei ritiene che gli unici atti utili per opporsi alla deriva autoritaria del Governo guidato da Draghi siano gli atti pacifici e legali di disubbidienza civile.

Possono i lavoratori che si sono vaccinati non spontaneamente, perché lo ritenevano utile o necessario o privo di rischi, ma coattivamente solo per non perdere il lavoro, continuare a foraggiare questi sindacati e questi sindacalisti che vivono delle trattenute dello stipendio dei lavoratori che vi aderiscono e che hanno tradito?

Possono continuare a farlo i lavoratori che pur di difendere la loro libertà, anche quella di avere paura, hanno già perso il lavoro o lo perderanno nelle prossime settimane?

La risposta è ovvia.

I moduli per disdire la delega sindacale sono disponibili su internet. Basta riempirli e inviarli ai datori di lavoro o per il personale scolastico all’ufficio provinciale del Tesoro competente.

Lo sfogo sui social è inutile e controproducente senza atti concreti.

Reati di Stato: Il Governo del banchiere Mario Draghi sequestra un milione di siciliani non vaccinati e tenta di costringere a inocularsi gli studenti e i lavoratori che usano i mezzi pubblici. Il motivo? Contrastare l’emergenza sanitaria. Che In Italia e nell’isola non c’è: gli ospedali sono pieni al 13% nonostante 800.000 positivi.

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Sergio Mattarella e Mario Draghi

 

Reclusi. Sotto sequestro. Confinati.

Dal 12 gennaio prossimo i cittadini siciliani non vaccinati, circa un milione, non potranno più lasciare l’isola e se l’hanno lasciata non potranno più farvi ritorno, magari per trovare i genitori anziani e ammalati o soltanto gli affetti. E, allo stesso modo, nessun italiano che voglia entrare in Sicilia e non si sia vaccinato potrà passare lo Stretto. Stessa sorte toccherà ai sardi.

Di più, al pari degli altri italiani non vaccinati, i siciliani non si potranno muovere con i mezzi pubblici neppure per recarsi a scuola (il cui accesso per gli studenti non è subordinato neppure al tampone) o al lavoro e non potranno più svolgere alcuna attività sociale e sportiva.

Lo ha stabilito il Governo dello Stato liberal democratico, almeno così l’ha disegnato la Carta Costituzionale, chiamato Italia.

Un Governo guidato da un banchiere di nome Mario Draghi e sostenuto dall’intero Parlamento, a parte qualche finto oppositore: ciò non accadde neppure durante il fascismo.

Un Governo che sforna decreti legge come fossero panini, esautorando il Parlamento del potere legislativo, benché la Costituzione consenta l’uso di questi strumenti in casi straordinari di necessità e di urgenza, che in Italia persistono da 24 mesi.

Il tutto con l’avallo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella vita costituzionalista (si, proprio così, spiegava la Costituzione agli studenti universitari). Da Garante della Costituzione e dei diritti di libertà di tutti i cittadini è divenuto il maggiordomo di Draghi.

 

Non c’è bisogno di aver frequentato le lezioni universitarie di diritto per comprendere la gravità dei provvedimenti adottati e la violazione dei principi e i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalle convenzioni internazionali: uguaglianza, inviolabilità della libertà personale, non discriminazione, libertà di circolazione, diritto al lavoro, diritto all’istruzione, solo per citarne alcuni.

Si tratta di limitazioni delle libertà che non furono adottate neppure a marzo e aprile del 2020 quando l’epidemia scoppiò, non se ne conoscevano i rischi, non c’era un piano di gestione dell’emergenza, si registrò da subito in alcune regioni del nord Itala un eccesso di mortalità straordinario e non c’era neppure un vaccinato.

La giustificazione dell’ennesimo provvedimento liberticida è l’emergenza sanitaria che però non c’è, ma di cui tutti sono convinti, grazie alla vergognosa e martellante campagna di stampa che da due anni ha fatto diventare gli italiani degli automi terrorizzati e decerebrati.

Che l’emergenza sanitaria, oggi più che mai non ci sia, è nei numeri ufficiali, quelli del ministero della Salute.

In Italia, secondo il bollettino di ieri 30 dicembre 2021, ci sono 779.483 (settecentosettantanovemilaottocentoquarantatre) persone positive al Covid, di questi 10.866 (diecimilaottocentosessantasei) sono ricoverati in ospedale in area non critica (pari all’1,4% sul totale dei positivi)  e  1226 (milleduecentoventisei) in terapia intensiva (pari allo 0,15% sul totale dei positivi).

I ricoverati in area non critica e quelli in terapia intensiva occupano rispettivamente il 17% e il 13% dei posti complessivamente disponibili.

 

Se ne desume:

1) che l’alto numero dei positivi è fatto al 98,5% di persone che hanno pochi e niente sintomi, segno inequivocabile della quasi nulla pericolosità del virus, ed è determinato dal fatto che ogni giorno si fanno in Italia 1.000.000 di tamponi (per un giro di affari di 15 milioni di euro);

2) che, sulla base di questi dati, per riempire tutti i posti letto di ospedale e di terapia intensiva ci dovrebbero essere almeno 5. 000. 000 (dicasi cinque milioni) di italiani contemporaneamente positivi.

3) che nel tempo necessario perché in ipotesi si realizzi questo drammatico scenario, almeno un milione e mezzo dei 10 milioni di italiani non vaccinati verranno a contatto con il virus e diventeranno naturalmente immuni.

3) che di conseguenza in un Paese in cui ci sono 50 milioni di immunizzati, 19 milioni con terza dose e quindi protetti, usare il numero dei positivi al 98,5% asintomatici o pauci sintomatici, per affermare con successo peraltro che esiste l’emergenza sanitaria rasenta la follia criminale.

Il Governo gode del consenso della maggioranza della popolazione vaccinata.

Ad arte, prima Draghi, poi Mattarella e infine persino il Papa Francesco hanno indicato i non vaccinati come possibili killer dei vaccinati, creando uno scontro feroce tra gli uni e gli altri.

I vaccinati, considerati (a torto) non contagiosi, accusano i non vaccinati di essere la causa dell’emergenza che dura da due anni (già questo dovrebbe fare riflettere). I non vaccinati, dal loro canto, comunque obbligati da mesi al tampone per svolgere qualsiasi attività, terrorizzano i vaccinati paventando (a torto o ragione) danni da vaccino e accusando quest’ultimi e le loro condotte disinvolte quale causa dell’aumento dei contagi.

Nessuno si accorge che l’emergenza non c’è e il Governo produce conflitti e spaccature tra amici, vicini di casa, amanti e nelle stesse famiglie e alla fine restringe la libertà di tutti.

Nessuno capisce, neppure i grandi giuristi che nelle aule delle Università o nei Tribunali si ergono a paladini della libertà, che quando è tolta la libertà a un solo cittadino, si mette a rischio la libertà di tutti.

Se passa l’idea che la maggioranza possa cancellare le libertà e i diritti delle minoranze, allora l’ordinamento costituzionale repubblicano sarà da ritenersi sovvertito.

Oggi tocca ai non vaccinati, domani toccherà ai migranti, e dopo domani ai disabili.

L’italia è così diventato l’unico Paese del mondo in cui è inibito l’uso dei mezzi pubblici, base della libertà di circolazione, ai non vaccinati; negli altri Paesi al massimo si è arrivati a imporre il tampone, molto più efficace del vaccino a prevenire i contagi.

E’ l’unico Paese, oltre alla Francia, in cui la retribuzione, fondamento di ogni diritto della persona, è stato subordinato per alcune categorie di lavoratori alla vaccinazione.

Che le ultime misure non abbiano la finalità sanitaria di contenere i contagi ma abbiano solo quella di costringere i cittadini a vaccinarsi, si tratta di estorsioni di Stato, lo mostra il fatto che lo stesso provvedimento prevede che chi è stato a stretto contatto con positivo ma è vaccinato non debba neppure stare in quarantena, ma può andare tranquillamente allo stadio, al lavoro o in palestra.

Lo dimostra il fatto che in Chiesa, in ambiente chiuso, ad ascoltare le funzioni religiose che durano anche un’ora invece si può continuare ad entrare senza neppure un tampone.

Salvo non voler pensare che i signori del Comitato tecnico scientifico, da due anni suggeritori delle misure sanitarie, non abbiano convinto Draghi che l’acqua santa impedisce la trasmissione del virus o che il Papa sia meglio tenerselo buono.

Facciamo pure finta, per assurdo, che l’emergenza sanitaria ci sia e che il numero dei contagi sia una elemento quantitativo allarmante.

Domanda: costringere tutti a vaccinarsi risolverebbe il problema contagi?

In altre parole, contagia di più un vaccinato che è libero di muoversi a suo piacimento e che se ha contratto il virus, essendo protetto, non ha sintomi e neppure si mette in allarme o un non vaccinato che fa un tampone ogni due giorni e se si imbatte nel virus ha sintomi?

Che i vaccinati, almeno finché dura immunità ora stimata in 3 mesi, abbiano meno carica virale è un dato medico scientifico. Che, a causa dell’assunzione di minori precauzioni, i vaccinati nel concreto siano contagiosi come i vaccinati se non più è un dato di esperienza, tant’è che – solo per fare un esempio – lo stesso Governo Draghi ad aver imposto la mascherina FFP2 anche ai lavoratori vaccinati.

 

 

 

 

 

 

Autorevoli bufale: Il fantomatico lockdown per i non vaccinati in Germania, ecco come gli organi di stampa della propaganda del terrore spianano la strada al Governo liberticida del banchiere Mario Draghi

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Nel paese più ricco e avanzato dell’Europa alle prese con un picco di contagi importante è stato imposto un lockdown ai non vaccinati e così il numero dei positivi al covid è diminuito.

E’ questo il messaggio chiaro del  titolo de Il Corriere della sera di qualche giorno fa, seguito a ruota da altri altrettanti autorevoli giornali italiani, organi ufficiali della propaganda del terrore usata da 24 mesi da due Governi, l’ultimo diretto dal banchiere Mario Draghi, per erodere pian piano tutti gli spazi di libertà garantiti dalla Costituzione.

Dietro la notizia c’è un messaggio che gran parte degli italiani vaccinati, convinti che il loro nemico siano i non vaccinati e non chi li terrorizza ingiustificatamente per coprire due anni di gestione disastrosa dell’emergenza sanitaria, sposa allegramente e convintamente, come i rapiti che credono ciecamente ai rapitori che promettono loro di salvarli: “Facciamo in Italia quello che si è fatto in Germania”, ha scritto qualcuno. Altri hanno arringato: “Rinchiudiamoli in casa”.

E’ così, come da manuale di manipolazione del consenso, che viene preparato il terreno perché il Governo assuma nuove e ulteriori misure liberticide.

Tuttavia, la notizia che è stata veicolato è falsa.

O meglio, è vero che la Germania, pur contando allora il 65% di popolazione vaccinata, a partire dalla metà di ottobre del 2021 ha registrato un aumento esponenziale e quotidiano di positivi al covid 19 (picchi di 50 mila nuovi positivi al giorno), che correlativamente ha aumentato il numero dei ricoverati in terapia intensiva arrivati a quota 5000.

E’ invece assolutamente falso, ovvero non corrispondente al vero, che in Germania ci sia mai stato un lockdown generalizzato o ampio per i non vaccinati.

E’ altrettanto falso che per effetto di questo loockdown ci sia stato un calo dei positivi al Covid.

In Germania, alla viglia delle vacanza di Natale alcuni Lander hanno applicato una sola misura restrittiva specifica per i non vaccinati: il divieto di entrare nei negozi, con esclusione di quelli che vendono beni essenziali e quindi in profumerie, abbigliamento ecc ecc..

Ebbene, in uno di questi Lander, la Bassa Sassonia, questa misura è stata annullata dopo pochi giorni da un Tribunale amministrativo che, assumendo come principio costituzionale di giudizio i diritti di libertà (la Germania come l’Italia è uno stato liberale, basato sulle libertà individuali), l’ha giudicata sproporzionata (in un paese dove l’emergenza sanitaria è un dato attuale e reale).

Un importante medico Frank Ulrich Montgomery ha attaccato pubblicamente i magistrati per questa decisione definendo gli stessi “piccoli giudici”. Ma il ministro della Giustizia Marco Buschmann ha reagito duramente a questo attacco: “La Germania può essere orgogliosa della sua magistratura altamente qualificata e indipendente. Apre l’accesso alla legge e dà vita all’idea dello stato di diritto”.

(Ecco il link dell’articolo di Frankfurter Allegeimeine che ne da conto: https://www.faz.net/aktuell/gesellschaft/gesundheit/coronavirus/zahlen-zum-coronavirus-die-pandemie-im-ueberblick-16653240.html)

Sempre alla vigilia delle festività natalizie, per rimanere alle misure più importanti, ai non vaccinati è stato imposto l’obbligo del tampone per usare i mezzi pubblici. Ma l’obbligo del tampone è stato fissato pure per coloro che, vaccinati o meno,vogliono fare visita (in Germania garantito) ai parenti in ospedali e case di cura. Prescritto anche l’obbligo di tampone quotidiano per i sanitari non vaccinati, ma obbligo due volte alla settimana di tampone pure per i sanitari vaccinati.

In Germania, infatti, Paese in cui secondo i media italiani ci sarebbe stato un lockdown per i non vaccinati, il vaccino non è obbligatorio neppure per il personale medico e sanitario.

Domanda: già solo per logica, poteva mai essere verosimile che in questo Paese fosse imposto il lockdown ai non vaccinati?

Detto per inciso, sull’onda emotiva dell’emergenza delle scorse settimane, diversi esponenti delle professioni mediche hanno chiesto al legislatore di imporre tale obbligo. Ne è nato un dibattito ma sinora non se n’è fatto nulla. Grosse fette delle forze politiche sono contrarie.

In Germania non esistono i virologi showman e scienziati medici che dettano l’agenda politica a senso unico. Le decisioni le assumono i politici, bilanciando i valori in gioco, nel massimo rispetto possibile dei diritti individuali.

Contrario all’obbligo vaccinale per i soli sanitari si è detto tempo addietro pure il presidente della Fondazione di tutela dei diritti dei malati: “Il personale sanitario vaccinato, sapendo di non rischiare nulla per la propria salute, è meno attento alle misure precauzionali e allo stile di vita ed essendo comunque vettore del virus più facilmente porterebbe il virus dentro le strutture sanitarie, dove ci sono le persone fragili e vulnerabili”.

Negli stessi giorni di metà novembre in cui il numero dei positivi cresceva vertiginosamente il Bundestag, il Parlamento tedesco, nella stessa legge che consentiva ai Lander (dotati di autonomia maggiore delle regioni italiane) di assumere tali misure restrittive ha comunque vietato (vietato, si proprio così) agli stessi Lander di chiudere le scuole quale misura per contrastare il Covid.

Dunque, poichè non c’è stato mai un lockdown per i non vaccinati è impossibile che la riduzione del numero dei positivi sia avvenuta – come scrive il Corriere della sera – grazie a questo fantomatico lockdown.

Beh, si potrebbe osservare, sarà stato comunque effetto delle misure restrittive, compreso il divieto specifico per i soli non vaccinati.

Ebbene, queste misure restrittive sono state assunte dai Lander a metà dicembre.

La curva dei contagi in Germania è iniziata a scendere velocemente a partire dal 28 novembre del 2021, giorno di picco, ben prima dell’adozione delle misure restrittive, come risulta dal seguente grafico elaborato dal quotidiano di Francoforte sulla base dei dati forniti dal Robert Kock Institute, la principale agenzia sanitaria tedesca, oggi 28 dicembre 2021.

RETROSCENA (FORSE SI, FORSE NO): Alberto Firenze, le idee geniali di uno scienziato valgono molto di più di 10 mila euro al mese. Ecco come è nata l’ultima trovata che vale all’igienista l’autocandidatura a premio Nobel per istigazione all’odio sociale. Intanto fa proseliti

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Alberto Firenze il Commissario Covid di Messina, lo scienziato palermitano pagato 10 mila euro al mese per fronteggiare un’emergenza che a Messina città, in provincia e nell’intera regione Sicilia non c’è mai stata, qualcosa se la doveva pure inventare per legittimare il suo stipendio.

Pare che ci abbia pensato per delle settimane. Tuttavia, benché avesse riflettuto a lungo, non fosse riuscito a trovare il grimaldello per sconfiggere definitivamente il terribile virus che a leggere i giornali delle sciagure inventate miete ogni giorno nell’isola vittime come fossero grano.

Firenze è stato tentato di chiedere consiglio ai suoi 2 (due) addetti stampa, parimenti pagati (solo duemila euro al mese lordi) per non fare nulla, ma poi ha pensato di non disturbarli per non interrompere la loro inoperosità. Un suo stretto collaboratore gli ha allora suggerito: “Ma perché non bandisci un concorso di idee tra i 400 tra psicologi, educatori professionali, ingegneri, tecnici, amministrativi e ausiliari e chi ne ha più ne metta che i contribuenti pagano per stazionare nei corridoi dell’Asp 5 di Messina da 12 mesi in attesa che termini il loro orario di lavoro?”.

Firenze da vero scienziato si è irrigidito. Lui è un igienista: signori mica uno così. Uno con un curriculum lungo due pagine. Il solo pensiero che un’educatrice professionale o addirittura uno psicologo potesse dimostrarsi superiore gli provocava l’orticaria.

Così si è spremuto le meningi: euro più euro meno ogni spremuta alla casse pubbliche è costata circa mille euro. Spremi oggi, spremi domani, i primi di dicembre i creativi neuroni che affollano il suo cervello lo hanno illuminato.

E hanno partorito una gigantografia. Da vero igienista. Sociale.

Due bambini, un giovane. I nonni. I doni di Natale in mano. Tutti sorridenti. Sorridenti perché vaccinati. Sotto un’affermazione che è anche un invito.

“A Natale non entriamo nella case dei non vaccinati”.

Il commissario Firenze quando ha visto i manifesti affissi non è stato più nella pelle. “Se i vaccinati seguono questo messaggio con il nuovo anno i contagi si fermano e la pandemia finisce ma solo per un paio di settimane, non esageriamo, e a me magari mi propongono per il premio Nobel“, ha confidato al suo solito stretto collaboratore.

A quest’ultimo però un dubbio è venuto: “Scusi dutturi, ma i vaccinati come faranno a sapere in quali case ci sono i  non vaccinati?”

Firenze ha risposto piccato: “Dimentichi che noi abbiamo l’elenco dei non vaccinati. Dalla prossima settimana istituiamo un numero verde a cui i vaccinati potranno telefonare per sapere in quali case possono entrare e in quali no. Al diavolo la privacy. Magari con la scusa faccio assumere un pò di operatori di call center, cosi giusto per risollevare l’economia. Non vorrei disturbare nessuno delle 400 persone che sono distaccati alle dipendenze del  mio ufficio di Commissario Covid e già i contribuenti pagano per non fare nulla“.

L’entusiasmo e la sicumera di Firenze sono state però smorzate dal solito e fastidioso stretto collaboratore qualche secondo dopo: “Dutturi, ma se in una casa ci sono sia vaccinati che non vaccinati come ci si deve regolare? Si consiglia di entrare in alcune stanze si e in altre no? E nelle case in cui vivono persone esenti dalla vaccinazione si può entrare o no?”.

A queste domande il volto di Firenze si è rabbuiato. Un’espressione di disappunto ha preso il posto del suo ghigno da fiero scienziato. 

“A questo in effetti non ci avevo pensato, cazzo! Qualche neurone non ha funzionato bene. Torno a spremere le meningi. Se qualcuno mi desidera comunica che lo scienziato è al lavoro e non va disturbato!

Nel frattempo che le spremiture pagate a peso d’oro diano i geniali frutti, sembrerebbe che Firenze abbia fatto proseliti.

Secondo alcune accreditate indiscrezioni pare che dopo aver ammirato i manifesti partoriti da Firenze e lodato l’efficacia degli stessi,  tutti  i Questori e  Prefetti di Sicilia si siano riuniti e abbiano deciso l’unica vera e decisiva misura per sconfiggere la criminalità:  “A Natale non entriamo nelle case dei delinquenti”. Ecco il manifesto che è stato commissionato e presto i siciliani troveranno in ogni dove. “Tutti i nostri uomini sono occupati a controllare i pericolosissimi refrattari alle misure liberticide del nostro duce Mario Draghi, l’unico Presidente del Consiglio della storia dell’Italia repubblicana capace di avere il consenso del 90% del Parlamento senza essersi mai sottoposto al giudizio degli elettori, ma ora abbiamo trovato il modo per ovviare al problema”, ha commentato il loro rappresentante al termine dei lavori del Comitato regionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il sindaco di Messina Cateno De Luca il manifesto di Alberto Firenze l’ha visto dal balcone di casa mentre faceva la consueta diretta facebook. E ne è rimasto colpito, tanto che per qualche secondo ha smesso di sbraitare, evento davvero incredibile. Impegnato in una guerra senza quartiere contro coloro che lasciano l’immondizia per strada e contro i consiglieri comunali ritenuti inetti, ha mirato a prendere due uccelli con una fava: “A Natale non entriamo nelle case degli zozzoni e degli asini volanti“. Ecco il manifesto che De Luca vuole venga affisso a Messina.

Insomma, a Natale ci sarà davvero da sciogliere un intricatissimo enigma per capire in quale casa entrare. L’angoscia ha iniziato a serpeggiare a Messina, in provincia e in tutta la Sicilia, tanto che su facebook è già nato un gruppo: “Quelli che la cosa migliore per non sbagliare è starsene nella casa propria, al caldo. Basta chi c’è a paci”. A ben pensarci un lockdown spontaneo. Tanto la libertà a chi interessa ormai.

L’idea geniale dell’igienista è arrivata anche all’attenzione del governatore della Sicilia Nello Musumeci che appena ha visto la gigantografia è andato in brodo di giuggiole. Ha preso il telefono in mano e chiamato il suo fidato assessore alla Sanità Ruggero Razza: “Ruggero, sono davvero contento. Abbiamo fatto davvero un bel lavoro. Non era per nulla facile trovare tutti questi scienziati cui affidare le sorti della sanità regionale e la lotta al terrificante virus. Perché in vista delle prossime imminenti elezioni non facciamo un manifesto anche noi?”. Razza, non l’ha lasciato neppure terminare: “Si Nello. Stavo proprio per contattarti e proportene uno. Ecco la didascalia: “Nei seggi elettorali i non vaccinati non entrano”.

Musumeci è rimasto spiazzato. Basito. Non credeva alle sue orecchie: “Ruggero tu sei avvocato. Ma questa cosa sarebbe democratica e in linea con la Costituzione?”.  L’assessore non si è scomposto: “Nello ma scusa. Ma perché tutte quelle ordinanza del cavolo che hai firmato sinora erano in linea con la Costituzione? I decreti legge del nostro caro ducetto premier che estorcono il consenso a vaccinarsi alle persone con la minaccia di togliere loro la retribuzione o di non farli salire sugli autobus e sui treni lo sono? Nello, stai sereno. A tutti abbiamo fatto credere che da due anni c’è l’emergenza senza precedenti (in Italia piu che in qualsiasi Paese europeo) e i giornali che finanziamo diffonderanno ancora questa idea. In nome dell’emergenza chi è al Governo può fare ciò che gli pare”.

Covid & Portogallo, nel Paese più vaccinato del Mondo, con il 98% della popolazione over 12 immunizzata, il Governo vara nuove restrizioni alle libertà. Il premier lusitano:”Necessarie per contrastare la pandemia”. I giornali (di regime) italiani però non se ne sono accorti

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Vanta l’ 88% (ottantotto percento) della popolazione vaccinata con almeno due dosi, praticamente il 98% della popolazione con più di 12 anni. Tra le persone con più di 65 anni (ovvero quelle appartenenti alla fascia di età che statisticamente hanno qualcosa da temere dal Covid) hanno avuto almeno la doppia dose il 100% dei cittadini.

Tuttavia, ieri 25 novembre il Governo ha dichiarato lo stato di calamità prevedendo una serie di restrizioni per le prossime settimane (nelle foto le prime pagine tradotte de El Diario de Noticias, il principale quotidiano portoghese) al fine di contenere “l’escalation della pandemia”, per mutuare l’espressione usata dal quotidiano.

Tra queste, i tamponi ai vaccinati che vogliono partecipare a determinati eventi. Nell’articolo in foto la sintesi delle misure adottate.

I solerti giornali italiani, ventriloqui del governo ormai divenuto regime, però delle misure assunte ieri d’urgenza nel paese lusitano cofondatore dell’Unione europea si sono accorti a scoppio ritardato. Sulle edizioni cartacee di oggi neppure l’ombra.

Eppure, per settimane gli stessi giornali italiani (di regime) hanno indicato il Portogallo come modello da seguire per liberarsi dalla pandemia e per criminalizzare i non vaccinati italiani, causa o pretesto dello stato di emergenza che ormai dura da oltre un anno e mezzo.

Quello che succede in un Paese europeo in materia di Covid 19 è notizia con cui bombardare gli italiani finché indica la via delle vaccinazioni a tappeto quale via maestra; diventa “non notizia” da ignorare se lo stesso Paese assume misure che smentiscono i teoremi che propinano ogni giorno 24 ore al dì a reti unificate politici e virologi al soldo della case farmaceutiche.

Addirittura ieri su Il Fatto quotidiano, mentre in Portogallo si stavano varando nuove misure liberticide, è stato pubblicato un servizio dal titolo eloquente, in cui ai provvedimenti assunte dal Portogallo non si fa alcun cenno.

 

D’altro canto c’era da legittimare l’operato del Governo guidato dal banchiere Mario Draghi che il giorno prima aveva varato un’altra stretta per obbligare i cittadini italiani a vaccinarsi. Non che gli italiani non abbiano risposto copiosamente alla campagna di vaccinazione. E’ vaccinato, infatti, il 78% della popolazione italiana, l’87% degli over 12, il 93% delle persone con età superiore ai 70 anni.

Una sorta di estorsione quella di Draghi imposta – a dire del premier – a tutela della salute di tutti – da un assunto (spacciato per) scientifico che però quanto sta accadendo in Portogallo si è incaricato di smentire ancora una volta.

Ovvero che i cittadini vaccinati non sono contagiosi e invece quelli non vaccinati lo sono. Quest’ultimi dunque se anche non vogliono tutelare la loro salute hanno l’obbligo di farsi inoculare una sostanza estranea nel loro corpo per tutelare i vaccinati.

Di logica aristotelica dovrebbe essere la domanda susseguente: ma se sono vaccinati e dunque immunizzati e protetti cosa hanno da temere i signori che legittimamente e liberamente (dopo due anni di terrore), hanno deciso di proteggere al meglio la loro vita?

Invece, come il caso portoghese dimostra (anzi conferma), il vaccino, questi vaccini usati per il covid 19, non riducono i contagi (i decessi e i ricoverati sono cosa diversa). Di sicuro non li riducono nelle percentuali pari all’80%, che vengono sciorinate dai governanti italiani e dagli scienziati di cui si sono circondati.

I contagi infatti aumentano allarmando i governi anche dove la popolazione è tutta vaccinata.

Sostenere il contrario, colpevolizzando e discriminando chi non vuole essere sottoposto a questo trattamento sanitario serve solo per legittimare uno stato poliziesco di emergenza.

Uno stato di emergenza che consente alla  classe di governo più incompetente, insipiente  e a tratti comica della storia repubblicana di rimanere in sella e ai padroni delle multinazionali, che la sostengono per mezzo dell’uso spregiudicato della stampa, di realizzare affari impensabili sino a qualche anno fa.

Uno stato che – a  parte una minoranza di italiani innamorati della libertà o terrorizzati dal una vaccino “non tradizionale” – piace quasi a tutti, trovando il consenso attraverso la distribuzione di bonus di varia foggia di centinaia di posti di lavoro (senza concorso) inutili, di sostegni a imprese decotte, di contributi alla stampa serva. Nulla di particolarmente grave, se non fosse che lo si sta facendo usando risorse economiche che sono solo in prestito. E che presto o tardi in qualche modo bisognerà restituire.

IL CORSIVO. Covid, verità all’italiana. Le manipolazioni (le ultime) del ministro degli esteri Gigi Di Maio sull’emergenza sanitaria negli altri Paesi diventano articolo entusiasta del giornale della propaganda del terrore

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Di Maio: “Gli altri Paesi già chiamano l’Italia per chiedere posti letto”. Il Ministro: “la Bulgaria insegna, contro la pandemia serve un governo stabile”

In questo titolo de La Repubblica di ieri 5 novembre e nella foto a corredo c’è tutto.

C’è la manipolazione della realtà. C’è l’ignoranza e la malafede di una classe di governo di infimo livello pronta a tutto pur di mantenere le poltrone. C’è l’idea di democrazia e il modello di libertà che la ispira. C’è il giornalismo asservito al potere e agli affaristi.

Il ministro degli esteri ha annunciato che ci sono Paesi che chiamano l’italia invocando posti letto necessari per curare i pazienti colpiti dal Covid 19.

Il messaggio che Di Maio ha voluto mandare è semplice: in Italia, paese in cui la gente, terrorizzata a ritmo serrato da due anni, per lavorare e per poter vivere liberamente è obbligata a vaccinarsi e in cui si fanno 700 000 tamponi al giorno, non c’è emergenza sanitaria per il coronavirus.

Negli altri Paesi, in cui l’epidemia è gestita con il massimo rispetto per la libertà delle persone, senza terrorismo, invece si: gli ospedali sono presi d’assalto da persone colpite dal Covid e in condizioni tali che richiedono il ricovero terapia intensiva, a tal punto che quei Governi sono costretti a prenotare posti letto in Italia.

Il giornale di proprietà della Fiat, in prima linea nella criminale propaganda del terrore in cui si producono da due anni quasi tutti i media italiani, ha fatto, more solito, da cassa di risonanza.

La domanda che qualsiasi giornalista degno di questo nome avrebbe dovuto porgere all’esponente del Movimento 5 Stelle (o di quel poco che ne rimane) è di facile ideazione: “Potrebbe spiegare, signor Ministro degli Esteri, quali siano i Paesi che hanno chiesto aiuto  a uno Stato considerato, salve alcune isole regionali felici, fanalino di coda per l’efficienza del servizio sanitario?”.

Il giornalista si è guardato bene dal fare simile domanda, ma per avere la risposta basta dare una lettura ai giornali più importanti di tutti i paesi europei.

Su tutte quelle testate il tema coronavirus, pure trattato, non è neppure  tra le notizie di apertura delle prime pagine. E’ relegato in taglio basso o nelle pagine interne.

Di emergenza sanitaria non si rinviene neppure l’ombra.

Ciò che i giornali esteri rappresentano è un aumento importante, in alcuni paesi, quali la Germania, del numero dei positivi al Covid 19 e il dibattito tra politici e tra esperti sulle misure che si dovranno prendere se questo aumento dei contagi si dovesse tradurre in un’eccessiva pressione sul sistema sanitario.

La preoccupazione per uno scenario futuro a tinte fosche è sia dagli esperti che dai politici stemperata da una un’argomentazione ovvia: confidiamo nell’efficacia dei vaccini! Altrimenti, per quale altra ragione sarebbero stati fatti se non quella di ridurre gli effetti del covid sulla salute di chi si imbatte nel virus?

In Europa non c’è Paese che abbia una percentuale di vaccinati sul totale della popolazione inferiore al 70%.

Il titolo corretto di un qualunque giornale che si fondi sulle notizie e la verità sarebbe dovuto allora essere: “Le “minchiate” di Di Maio. Il ministro si inventa emergenze negli altri paesi per dare un senso al suo ruolo e per legittimare il Governo di cui fa parte da 4 anni grazie all’emergenza coronavirus”.

Ma siccome il giornale è mosso da logiche non giornalistiche  e non si può chiedere certo ai lettori italiani di andare a compulsare i giornali stranieri per smascherare Di Maio, si usi la logica, riposta ormai da anni nei cassetti. Ci si sforzi almeno.

Si ipotizzi che l’emergenza sanitaria negli altri paesi europei ci sia.

Vuole spiegare il signor ministro, come mai i Governi di Paesi europei molto più avanzati e progrediti dell’italia, invece di elemosinare posti letto all’Italia non adottano per contrastare il terribile virus le stesse misure liberticide italiane?

Perché non imitano l’azione di Governo italiana, sostenuta da tutte le forze politiche, senza che in Parlamento ci sia un minimo di reale opposizione?

Solo qualche decennio fa, quando in Italia c’era l’opposizione e nei Governi militavano statisti formati nei partiti politici e non uomini delle banche e figuranti portati al potere da un comico populista, per indicare l’assenza di democrazia si usava la famosa espressione: maggioranza bulgara.

Nell’intervista riportata da La Repubblica per il ministro Di Maio il modello bulgaro è ora quello da seguire. Di Maio è un pò distratto.

L’Italia negli ultimi due anni è andata ampiamente oltre. Tanto che se per indicare l’assenza di democrazia l’espressione “maggioranza bulgara” fosse sostituita da “maggioranza italiana” non si farebbe  certo un torto alla storia.

Ps. L’intervista a Di Maio è corredata da una foto. Chi c’è nella foto? Il ministro con in mano il libro appena edito del direttore del quotidiano romano che lo ospita, Maurizio Molinari, “Il campo di battaglia”: insomma un’operazione (auto) pubblicitaria a tutto tondo.

Nella sua ultima fatica il direttore (di fiducia della Fiat, che lo ha imposto non appena ha acquistato la proprietà del  giornale, un tempo noto per le battaglie di libertà), spiega perché la rinascita dell’europa passa dall’Italia.

A chi ha a cuore la libertà e la democrazia non resta che sperare che Molinari si sbagli. E di grosso.

 

Lista dei non vaccinati ai sindaci e credibilità del giornalismo: per il Garante della privacy il fatto svelato da La Gazzetta del sud non sussiste. Lucio D’amico ha però in mano una “precisa registrazione” che lo smentisce e dimostra che il commissario Covid Alberto Firenze ha mentito. La tirerà fuori?

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Qualche settimana fa, il giornale più autorevole della città, la Gazzetta del Sud, ha dato in esclusiva assoluta  sia nell’edizione on line che in quella cartacea una notizia inquietante: “Il commissario per l’emergenza Covid Alberto Firenze ha fornito ai sindaci della provincia l’elenco con i nomi dei cittadini non vaccinati”.

Il giornale, degno scudiero della propaganda del terrore Covid 19  orchestrata a livello locale dal sindaco Cateno De Luca, ha pubblicato questa notizia non certo per denunciare, come avrebbe dovuto essere in uno stato di diritto, l’abuso del commissario mandato dal presidente della regione Nello Musumeci a Messina per gestire –  in cambio di 150 mila euro all’anno – l’emergenza coronavirus che in riva allo Stretto (e in Sicilia) non c’è mai stata. No, il contrario.

ll taglio della notizia era di esaltazione e lode per l’efficienza e il decisionismo del manager pronto a tutto pur di vaccinare i siciliani recalcitranti e sconfiggere così il terribile virus.

Lo stralcio dell’articolo riportato di seguito è eloquente.

 

Nella foga di esaltarlo a tutti i costi, il giornale non si è reso conto di aver accusato Firenze di una grave violazione di legge.

I non vaccinati sono saltati sulla sedia. Si è scatenata una bufera mediatica, rimbalzata su qualche giornale nazionale.

Il commissario Firenze, vittima – a suo dire – per effetto della notizia di minacce da parte di no vax, ha smentito inviando un’ indignata rettifica alla Gazzetta del sud: “E’ falso. Mai ho dato ai sindaci elenchi di no vax”.

Il giornale più importante della città ha pubblicato la rettifica a modo suo, rincarando la dose e facendo passare Firenze non solo per uno che se ne infischia della legge ma anche per un emerito bugiardo.

Dell’operazione si è incaricato Lucio D’amico, il giornalista più importante e obiettivo del quotidiano, colui che nei primi mesi dell’anno in corso per legittimare la dichiarazione di Messina “zona rossa” voluta dal sindaco De Luca e decretata dal Governatore Musumeci moltiplicò sulle pagine dello stesso giornale il numero dei positivi, come se fossero pani e pesci.

E’ toccato a lui dare una lezione di verità e di etica.

“Carissimo commissario, c’è una precisa registrazione in merito. Tutto quello che è stato riportato nel pezzo è frutto dell’incontro tra il commissario e i sindaci. Il nostro giornalista era presente”, ha replicato un piccato Lucio D’amico alla nota di Firenze.

I non vaccinati, finanche coloro che lamentano che la stampa manipola sistematicamente tutta l’informazione sulla pandemia, hanno però voluto credere a Lucio D’amico.

Come biasimarli: una firma, una garanzia.

Sono fioccati gli esposti all’Autorità garante per la privacy e le denunce in Procura.

Il 6 settembre la Gazzetta del sud trionfante ha pubblicato la notizia che il Garante della privacy avesse aperto un’istruttoria, rivendicandone il merito.

 

Nel corpo dell’articolo è rimarcato nuovamente in rosso che il manager Firenze, in buona sostanza, è un bugiardo irredimibile perché la Gazzetta del Sud, non un giornale di parrocchia, aveva “accertato” la consegna degli elenchi, provata da “registrazione” e “confermata da più fonti”, ma smentita ostinatamente dal commissario.

Ecco cosa si legge giustappunto nel pezzo:

 

Il Garante delle privacy, però, in quattro e quattr’otto ha archiviato i procedimenti a carico di Alberto Firenze: “Il commissario ha spiegato che non ha mai dato elenchi ad alcun sindaco”, ha motivato in una nota firmata dal vice segretario generale dell’organismo deputato a proteggere la riservatezza di ogni cittadino e a sanzionare le violazioni, Claudio Lippi, il 9 settembre 2021

La Gazzetta del sud però di questa archiviazione non ha dato ancora notizia. Eppure sono passati 15 giorni.

Lo farà sicuramente nelle prossime edizioni.

Lucio D’amico avrà così modo di aggiungere all’originaria notizia, un’altra ancora più inquietante: il commissario Firenze non solo ha mentito quando ha mandato la rettifica al giornale, ma  – cosa ancora più grave – ha mentito successivamente a una pubblica autorità, ingannandola ed evitando così un sicuro provvedimento sanzionatorio.

Infatti, il giornalista D’amico – come ha pubblicamente scritto – ha in mano una “precisa registrazione” che dimostra e prova che la consegna delle liste dei noi vaccinati “accertata” dalla Gazzetta del sud si è davvero consumata checché ne dica il Garante della privacy.

Ora, forse, è venuto il momento di tirarla fuori dal cilindro.

Le ipotesi alternative sono due:o mente Firenze e allora dovrebbe essere subito licenziato da Musumeci; o mente l’autorevole Lucio D’amico.