Smaltimento illecito di rifiuti speciali ai cantieri navali Palumbo, in appello assolta Letteria Scopelliti. Confermata la condanna a tre anni e 4 mesi per il titolare della Petrol Lavori Walter Radin. In svolgimento in primo grado il troncone principale dell’inchiesta che vede imputati i titolari del cantiere navale

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Una condanna confermata e un’altra trasformata in assoluzione.

La Corte d’appello di Messina ha ribaltato la sentenza di condanna a due anni inferta a Letteria Scopelliti, disponendo l’assoluzione per “non aver commesso il fatto”.

I giudici d’appello hanno invece confermato la condanna per Walter Radin, titolare della società Petrol lavori Srl, che in primo grado era stato condannato a tre anni e quattro mesi.

La prima è stata la titolare di una società, la Futura Sud Srl,che per conto dei Cantieri Navali Palumbo si è occupata di trasportare il grip esausto, la vernice mista a ruggine e materiale ferroso frutto della sabbiatura (sverniciatura)  delle navi, smaltito – per l’accusa  – in maniera illegale.

Il secondo, invece, è il titolare della ditta Petrol Lavori, incaricata dei lavori all’interno del cantiere navale Palumbo che hanno prodotto una parte dei rifiuti speciali complessivamente smaltiti in maniera illegale.

Stando al solo dispositivo, i giudici hanno ritenuto provata la tesi della difesa di Letteria Scopelliti, rappresentata dall’avvocato Alessandro Billè, secondo cui la società di trasporti non ha più effettuato trasporti di grip esausto nel periodo in cui la Scopelliti era amministratrice della società (ovvero dal 31 ottobre 2010 in poi), essendo stata sostituita da altra ditta in questa attività.

I giudici d’appello hanno invece ritenuto conforme alla legge il principio secondo cui è responsabile dello smaltimento dei rifiuti la ditta che il rifiuto speciale lo produce, in questo caso la Petrol Lavori Srl, di Walter Radin (difeso dal legale Antonio Fasolino), anche se effettua lavori nell’ambito di un cantiere navale di cui altri sono titolari.

Il processo definito in abbreviato in secondo grado è una costola del processo principale che vede alla sbarra per smaltimento illecito di rifiuti speciali  Antonio e Raffaele Palumbo, padre e figlio, imprenditori napoletani titolari dei Cantieri navali ex Smeb della zona Falcata.

Tonnellate di rifiuti speciali (ovvero il grip) prodotti all’interno del cantiere navale Palumbo – secondo le risultanze delle indagini degli uomini della Guardia Forestale – sono state interrate in campagna o comunque in siti non autorizzati ad accogliere siffatti rifiuti, al fine di conseguire milioni di euro di risparmi.

I due imprenditori finirono nelle maglie dell’inchiesta coordinata dal sostituto della Procura di Messina, Diego Capece Minutoli e sfociata ad aprile del 2013  negli arresti domiciliari (poi revocati) di entrambi e poi al rinvio a giudizio.

Con la stessa accusa fu disposto il giudizio anche per Mario Fierro, Giuseppe Costa, Rosario Scopelliti, Raffaele Donnarumma, Salvatore Croce e per Letteria Scopelliti, Walter Radin e Diego De Domenico.

Gli ultimi tre hanno scelto l’abbreviato.

Diego De Domenico (difeso dall’avvocato Toni Cappadona) dopo aver  rimediato una condanna in primo grado a tre anni, si è visto ridurre in appello la pena a sei mesi.

Se per coloro che hanno scelto l’abbreviato dunque è già arrivato il responso di secondo grado, per gli altri il processo,celebrato con il rito ordinario, è ancora in corso di svolgimento.

 

 

 

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