L’ex rettore Tomasello “costretto” a lasciare la direzione di Neurochirurgia del Policlinico

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Francesco Tomasello

MESSINA. Ha giocato d’anticipo facendo un passo indietro prima che il manager del Policlinico Universitario di Messina lo sospendesse dall’incarico di primario del reparto di Neurochirurgia che dirigeva da 27 anni. Costa cara a Franco Tomasello la condanna in primo grado a 3 anni e sei mesi per tentata concussione e abuso per il tentativo di truccare un concorso del 2006 per associato di Chirurgia Veterinaria a favore del figlio del suo prorettore, Battesimo Macrì. 

L’ex rettore, 67 anni, dopo aver smesso lo scorso luglio l’ermellino per scadenza del mandato (non più rinnovabile) durato nove anni (due dei quali guadagnati grazie ad un’autoproroga), è costretto a rinunciare alla direzione dell’Unità operativa complessa dell’azienda ospedaliera universitaria di viale Gazzi. Se non l’avesse fatto sua sponte, al manager del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, non sarebbe rimasta altra scelta che revocargli l’incarico.

Giuseppe Pecoraro

Giuseppe Pecoraro

La legge “anticorruzione” varata nel dicembre del 2012 su iniziativa dall’allora ministro alla Giustizia Paola Severino ma attuata poi da un decreto legislativo dell’aprile del 2013, prevede infatti che chi ha subito condanne anche non definitive per reati contro la pubblica amministrazione (tra questi rientrano l’abuso d’ufficio e la concussione) non può ricoprire incarichi dirigenziali pubblici, nel senso che non gli possono essere conferiti o, se sono in essere, decadono (è questo il caso in cui sarebbe rientrato l’ex rettore). L’incarico che fu di Tomasello è stato così attribuito da Pecoraro all’ordinario di Neurochirurgia Antonio Francesco Germanò, figlio d’arte (il padre era ordinario di Medicina del lavoro) e stretto collaboratore di Tomasello.

IL PIATTO PIANGE. La necessitata decisione di Tomasello se difficilmente avrà ripercussioni sul piano pratico della guida del reparto (Tomasello è indiscusso maestro della scuola di Neurochirurgia messinese) ne avrà molte sul piano economico. Per Tomasello si annuncia una sforbiciata dello stipendio, il più alto tra i percepiti dai 2mila medici dell’azienda universitaria. A dare retta agli ultimi dati riferibili al 2012 l’ex rettore, che per il ruolo istituzionale aveva comunque diritto alla riduzione dell’attività didattica ed assistenziale, ha percepito 204mila euro. Ai quali si aggiungeva l’indennità di carica di 30mila euro all’anno e i proventi dell’attività libero professionale privata (64mila secondo i dati del 2009, unico ed ultimo anno in cui gli introiti sono stati pubblicati dall’azienda ospedaliera guidata dal manager palermitano).

CONDANNA DI SISTEMA. “O il concorso va al figlio di Macrì o deve andare in bianco”E’ questo il messaggio che Franco Tomasello inviò a Pippo Cucinotta, ordinario di Chirurgia Veterinaria e presidente della

Battesimo Macrì

commissione del concorso destinato al figlio di Macrì, la mattina dell’ultima prova. Il concorso nonostante le pressioni su Cucinotta minacciato “di tempi bui” andò invece a Filippo Spadola che per essere assunto, a causa delle manovre di boicottaggio di un gruppo di docenti della facoltà, dello stesso rettore e del suo delegato per le Questioni giuridiche, Raffaele Tommasini, si è dovuto rivolgere alla magistratura amministrativa che gli riconobbe pure un risarcimento danni di 70mila euro, pagati però dall’ateneo. Al termine del processo, il 20 febbraio del 2013, oltre al rettore sono stati condannati in primo grado, Battesimo Macrì a 5 anni e 4 mesi; Salvatore Giannetto a 2 anni; Antonio Pugliese a 4 anni; Pietro Paolo Niutta a un anno e 8 mesi; Giovanni Germanà a un anno e otto mesi; Santo Cristarella a un anno e sei mesi; Antonina Zanghì a un anno e quattro mesi. Alla pena definitiva, avendo chiesto il giudizio abbreviato, sono stati condannati per abuso d’ufficio Tommasini e tre docenti di Veterinaria Francesco NaccariMarisa Masucci e Maria Grazia Pennisi.

I CONCORSI DELLA MALEDIZIONE. Condannato per il concorso “del figlio di Macrì”che gli valse nel 2007 la sospensione per due mesi dalle funzioni, i guai giudiziari per Tomasello non sono ancora terminati. Qualche settimana dopo aver lasciato lo scettro a Pietro Navarra, è finito nuovamente sotto scacco nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, deflagrata ad ottobre del 2013 con gli arresti di due docenti, sul

Giuseppe Bisignano

concorso per ricercatore di genetica medica truccato, secondo l’accusa, a favore di un altro figlio d’arte, il giovane rampollo del direttore del Dipartimento di Scienza del Farmaco Giuseppe Bisignano. L’ex rettore è accusato di abuso d’ufficio perché ha avallato, secondo la Procura, una prassi illegale di nomina della commissione. Sempre per abuso d’ufficio, il neurochirurgo è sotto processo accusato di essersi prodigato per truccare un’altra selezione tenuta nel 2006 a vantaggio all’ex presidente del Consiglio comunale di Messina Umberto Bonanno, quella per medico del Lavoro al Policlinico: l’accusa gli costò a dicembre del 2008 la (seconda) sospensione per due mesi dalla carica. Tomasello, infine, è a giudizio al Tribunale di Reggio Calabria per rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle manovre per bandire e far vincere un concorso per ricercatore di diritto amministrativo al figlio dell’ex aggiunto della Procura di Messina, Pino Siciliano. Secondo l’originario impianto accusatorio il concorso era il prezzo pagato per ottenere la protezione della magistratura messinese: l’accusa di corruzione per Tomasello e Siciliano è caduta nel corso dell’udienza preliminare.

One comment

  1. Giancarla Oteri ha detto:

    il tutto si commenta da sè ! Addolora che il costume non potrebbe sussistire, se fosse così come narrato, se non vi fosse il concorrere di una mentalità comune, ormai mondialmente incombente. Credetemi che tutto ciò mi procura un profondo malessere perchè oltre ad aver pagato già noi pagheranno i nostri ed i loro figli senza colpa alcuna, sempre che sia reale la colpa addebitata ai genitori ! Poi penso a chi sta male, a chi, se non ha la coscienza a posto, pagherà ancora di più e sempre, come dico ai miei pazienti, se ogni cosa perisse con noi e con i nostri eccessi , non sarebbe così grave come il fatto che le opere umane sono un domino chiamato nemesi storica. Anche a non credere in Dio gli uomini davvero intelligenti agiscono sempre e soltanto a favore del bene comune giacchè il bene personale, specialmente quando non è meritorio, è foriero di sventure! Meglio vivere modestamente indirizzando la vita al sapere, all'amare, al comprendere, al condividere costruendo per il bene sociale non chiedendo ai figli di essere ciò che non hanno chiesto o desiderato d'essere, accettandoli per quello che sono e costruendo per loro solo le certezze affettive sulle quali contare ; tutto ciò gioverebbe a renderli fieri, sereni, in grado di amarsi per quello che sono e sapersi dunque dirigere da sè. Mi dispiace, infine, vedere una città tanto amata divenuta squallida come l'unico mezzo di locomozione che la trancia, orridamente,in due. Non vedo la passeggiata a mare dacchè fu costruito il tram , penso ai turisti che scendendo dalle navi vedono solo cemento senza negozi, trattorie, ritrovi degni di questo nome; penso a noi che amiamo la musica e piuttosto che ingozzarci al ristorante vorremmo seguire un bel piano bar raffinato; mi mancano i teatri di cui Messina era piena e da studenti si seguivano le commedie di Goldoni, per esempio, o la stessa Irrera a Mare ove orchestre di fama internazionale facevano ballare i nostri genitori etc etc etc….Nell'approssimarsi del Santo Natale desidero augurare a tutti, nessuno escluso, amore, pace, serenità, giustizia e salute

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