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IL CASO (semiserio): Tempostretto ha copiato o il giornalista vittima della novella Gutenberg scambia lucciole per lanterne? La direttrice della testata on line Rosaria Brancato mette in crisi Michele Schinella. Il giudizio ai lettori

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La direttrice di Tempostretto Rosaria Brancato

La direttrice di Tempostretto Rosaria Brancato

 

L’incidente – se così lo si vuole chiamare – invero di poca importanza è nato dalla lettura di un articolo a firma Alessandra Serio dal titolo: “Operazione beta 2, oggi gli interrogatori. Al confronto anche Parlato”, apparso il 30 ottobre del 2018 sulla testata giornalistica on line Tempostretto, in cui si racconta degli arresti di Salvatore Parlato, il funzionario del Comune di Messina accusato di essere stato corrotto dagli esponenti del clan Romeo.

“Per dindirindina – ha pensato il lettore Michele Schinella, per puro caso anche giornalista – quello che leggo specie nella parte centrale mi ricorda ciò che scrissi un anno fa: stesse frasi, stesso stile”.

Un rapido controllo nell’archivio del suo blog www.micheleschinella.it lo ha reso orgoglioso di questa professione: “Una testata così prestigiosa ha copiato e incollato periodi interi di un mio articolo, modificando qualche verbo, forse non ritenuto appropriato”, ha osservato.

Precisamente, si trattava dell’articolo scritto un anno prima, il 27 settembre del 2017, dal titolo: “Le mani della mafia sul risanamento: l’assessore Sergio De Cola impermeabile, l’intermediazione dell’amico Raffaele Cucinotta, la distrazione decisiva dell’architetto Salvatore Parlato. Ecco cosa dicono le carte dell’inchiesta sul clan capeggiato da Enzo Romeo”.

Nel pezzo, quando ancora Parlato non era indagato si mettevano in evidenza i comportamenti “strani” del funzionario del Dipartimento Urbanistica nella vicenda dell’acquisto da parte del Comune di alcuni immobili da destinare ai baraccati di fondo Fucile.

“Che onore! Sono lusingato!”, ha esclamato fra sé e sé Schinella.

Poi ha riflettuto: “Ma i lettori, a favore del cui diritto di essere informati correttamente tale testata si batte coraggiosamente a dispetto delle minacce operate da sindaci liberticidi e da indegni detrattori, non ne dovrebbero essere informati?”.

A questo fine ha scritto una mail alla direttrice Rosaria Brancato e all’amministratore della società editrice Pippo Trimarchi: “Sono onorato che interi brani del mio articolo siano stati copiati e incollati, vi prego però di farlo sapere pure ai lettori”, questa la sintesi della mail inviata giovedì 8 novembre 2018.

La risposta della direttrice Rosaria Brancato giunge due giorno dopo e fa entrare in uno stato di preoccupazione Schinella: “Ho esaminato i testi. Non ho riscontrato alcun copia-incolla da parte della collega. Le parti che risultano uguali infatti sono le trascrizioni delle intercettazioni che fanno parte dei provvedimenti emessi dai magistrati e che, gioco forza, non possono che essere uguali sia rispetto al tuo articolo che a quelli di altri colleghi che se ne sono occupati“, ha risposto la direttrice.

L’amministratore Trimarchi è rimasto silente.

La Brancato ha ammesso che ci sono parti uguali, ma si tratta di trascrizioni di intercettazioni, per loro natura uguali per tutti.

Dunque, Michele Schinella ha visto un copia incolla dove non c’era. Ha scambiato lucciole per lanterne.

E’ superfluo dire che per un giornalista si tratta di una cosa davvero molto grave. E preoccupante: “Non potendo certo pensare che le Sue conclusioni (e quelle dell’editore) siano frutto di mancanza di capacità tecniche o di onestà intellettuale, qualità queste che Le sono riconosciute all’unanimità, per mia tranquillità mi trovo nella necessità di capire se io abbia preso un abbaglio tanto grosso quanto grave“, ha sottolineato Schinella in un’ulteriore mail alla direttrice .

Detto, fatto. Chi più del lettore può togliere il dubbio a Schinella?

La parola ai lettori

Scriveva Schinella il 28 settembre del 2017:

schinella su parlato 1

Riporta Tempostretto il 30 ottobre del 2018, un anno e un mese dopo:

tempostretto copia 1

Per la Brancato le parti uguali dipendono dal fatto che si tratta di un’intercettazione, la cui trascrizione in quanto tale è uguale per tutti i giornalisti.

Tuttavia, la direttrice non sa o, ipotesi assurda, fa finta di non sapere che: il termine suggerire riferito da Schinella a Raffaele Cucinotta e usato pure da Tempostretto nella carte dell’inchiesta non c’è; che gli inquirenti trascrivono il colloquio senza accompagnare lo stesso da verbi dice, aggiunge, afferma, risponde, chiede ecc e alcuni di questi verbi risultano identici nei due testi; che nel caso di specie, Schinella omette alcuni passaggi della breve trascrizione riportata negli atti dell’inchiesta che per puro caso risultano omessi pure dalla giornalista di Tempostretto.

Ma non è certo questo passaggio che da solo ha fatto andare in brodo di giuggiole Schinella, ritenutosi l’ispiratore di Tempostretto.

Scriveva, infatti, Schinella il 27 settembre del 2017:

schinella parlato 2 bis

Riporta Tempostretto a un anno e un mese di distanza, il 30 ottobre del 2018:

tempostretto su parlato 2 bis

Ora, è palese che quanto scrive Schinella non è un’intercettazione, come ha affermato la direttrice Brancato. Né si tratta di valutazioni fatte dagli inquirenti, dai pm o dal Gip.

Si tratta di una ricostruzione di fatti e di una conclusioni cui è giunto autonomamente dopo aver compulsato le carte dell’inchiesta, un anno prima degli arresti di Parlato, quando questi non era neppure indagato.

Eppure, Tempostretto l’ha riportata 13 mesi dopo nella stessa identica formulazione (a parte il verbo vaglio invece di controllo), virgole incluse.

Ma le strane coincidenze continuano.

Scriveva ancora Schinella il 27 settembre del 2017:

schinella su parlato 3

Riporta Tempostretto il 30 ottobre del 2018:
tempostretto su parlato 3 bis

 

Anche in questo caso, non si è in presenza di intercettazioni, né di valutazioni degli inquirenti, ma della sintesi autonoma da parte di Schinella di un lungo interrogatorio cui viene sottoposta la dirigente Canale.

Tempostretto 13 mesi dopo la riporta nell’identica formulazione, virgole e virgolette incluse, con la sola modificazione del verbo sottolineare con quello spiegare che sarà sembrato più appropriato. O forse semplicemente, un modo (maldestro) per camuffare il copia incolla.

Peccato, perché alla giornalista di Tempostretto sfugge che c’era una ripetizione piuttosto evidente nel testo di Schinella (i funzionari preposti al controllo avevano l’obbligo di controllare) maggiormente meritevole di…controllo e di correzione.

Ma non è finita.

Scriveva ancora Schinella il 27 settembre del 2017:

Schinella su parlato 4

Riporta Tempostretto il 30 ottobre del 2018

tempostretto su parlato 4

Neppure in questo passaggio c’è un’intercettazione o una valutazione degli inquirenti. Né questo passaggio lo si trova negli atti dell’inchiesta.

C’è la ricostruzione di un procedimento amministrativo, rilevante più nell’ottica della difesa che della pubblica accusa.

Eppure, a distanza di oltre 12 mesi è riportato da Tempostretto tale e quale, identico.

In questo caso, eccezionalmente, non è stato modificato neppure un verbo.

I verbi in questa occasione hanno superato il severo esame di chi ha regalato a Schinella un attimo di sano ma non serio narcisismo.