Tag Archive for Consorzio per le autostrade siciliane

Appalto pilotato al Cas: la gara “sbagliata” dai magistrati e il mistero dell’offerta tecnica di “cortesia” di 4 pagine che fa il pieno di punti

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Il capo della procura Lo Forte e l'aggiunto Ardita

Il procuratore Lo Forte, l’aggiunto Ardita e il pm Monaco

Nino Giordano, uscendo dal Tribunale di Messina dopo l’interrogatorio di garanzia e prima di tornare ai domiciliari, lo ha definito “appalto concorso”.

Il capo della Procura di Messina durante la conferenza stampa seguita agli arresti nello spiegare come é stato manipolato lo ha invece inquadrato tra gli appalti aggiudicati secondo l’offerta economica a chi presenta il ribasso che più si avvicina alla media di tutti i ribassi: “perché basta che delle imprese si mettano d’accordo per concordare preventivamente i ribassi che si offrono, per determinare automaticamente tra loro colui che risulterà…corrisponderà alla media dei ribassi“, ha detto, infatti, Lo Forte. Nella stessa tipologia lo ha inquadrato, attraverso il richiamo in una nota, il Giudice per le indagini preliminari, Maria Luisa Materia, che accogliendo (in parte) la richiesta di misure cautelari del sostituto Fabrizio Monaco, ha mandato ai domiciliari gli imprenditori Giordano, Francesco Duca, Rossella Venuto, Giuseppe Iacolino e il dirigente del Consorzio Lelio Frisone con l’accusa di turbativa d’asta. Read more

Tangenti al Cas, la gara turbata. Lo spettacolo degli arresti, l’estraneità dei funzionari pubblici ai “turbamenti” e la “voracità” di Frisone

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L'imprenditore Nino Giordano

L’imprenditore Nino Giordano

Tre imprenditori, due dei quali alleati e uno a capo di un’altra azienda, si incontrano e si parlano per tentare di congegnare una strategia per vincere una gara d’appalto bandita dal Consorzio autostrade siciliane. Ma la gara per la “Sorveglianza attrezzata e per interventi urgenti e assistenza del traffico” da 2 milioni di euro per sei mesi la vince l’imprenditore che stando a quanto si arguisce dalle intercettazioni avrebbe dovuto perderla. Per un pelo. Perché poco ci manca, solo due punti su 100, che la vinca il terzo concorrente. Antonino Giordano, imprenditore tra i più in vista di Messina con interessi che spaziano dal settore delle pulizie a quello bancario passando per l’immobiliare, e Francesco Duca di Milazzo (i perdenti) e Giuseppe Iacolino di Agrigento (il vincente) titolare di Eurotel Srl martedì 18 novembre 2014 sono stati messi agli arresti domiciliari accusati di turbativa d’asta, il reato (punito con una pena sino a 5 anni di reclusione) che commette chi “inquina con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara”, a prescindere se l’accordo va a buon fine. Per i tre imprenditori il sostituto della procura di Messina, Fabrizio Monaco, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Ha ottenuto dal Gip Maria Luisa Materia una misura meno dura eseguita, in piena notte, alle 4 del mattino. Con il buio, gli agenti della Dia si sono presentati a casa degli indagati con le telecamere al seguito per comunicare loro che non si potevano muovere da casa notificando l’ordinanza di misure cautelari. Le scene cinematografiche riprese dagli agenti (pagati con i soldi pubblici) di nessun rilievo probatorio o investigativo sono state invece molto apprezzate dalle televisioni e dai telespettatori. Il carcere era stato chiesto pure per il dirigente del Consorzio Lelio Frisone, finito invece anch’egli ai domiciliari. Read more