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Lista dei non vaccinati ai sindaci e credibilità del giornalismo: per il Garante della privacy il fatto svelato da La Gazzetta del sud non sussiste. Lucio D’amico ha però in mano una “precisa registrazione” che lo smentisce e dimostra che il commissario Covid Alberto Firenze ha mentito. La tirerà fuori?

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Qualche settimana fa, il giornale più autorevole della città, la Gazzetta del Sud, ha dato in esclusiva assoluta  sia nell’edizione on line che in quella cartacea una notizia inquietante: “Il commissario per l’emergenza Covid Alberto Firenze ha fornito ai sindaci della provincia l’elenco con i nomi dei cittadini non vaccinati”.

Il giornale, degno scudiero della propaganda del terrore Covid 19  orchestrata a livello locale dal sindaco Cateno De Luca, ha pubblicato questa notizia non certo per denunciare, come avrebbe dovuto essere in uno stato di diritto, l’abuso del commissario mandato dal presidente della regione Nello Musumeci a Messina per gestire –  in cambio di 150 mila euro all’anno – l’emergenza coronavirus che in riva allo Stretto (e in Sicilia) non c’è mai stata. No, il contrario.

ll taglio della notizia era di esaltazione e lode per l’efficienza e il decisionismo del manager pronto a tutto pur di vaccinare i siciliani recalcitranti e sconfiggere così il terribile virus.

Lo stralcio dell’articolo riportato di seguito è eloquente.

 

Nella foga di esaltarlo a tutti i costi, il giornale non si è reso conto di aver accusato Firenze di una grave violazione di legge.

I non vaccinati sono saltati sulla sedia. Si è scatenata una bufera mediatica, rimbalzata su qualche giornale nazionale.

Il commissario Firenze, vittima – a suo dire – per effetto della notizia di minacce da parte di no vax, ha smentito inviando un’ indignata rettifica alla Gazzetta del sud: “E’ falso. Mai ho dato ai sindaci elenchi di no vax”.

Il giornale più importante della città ha pubblicato la rettifica a modo suo, rincarando la dose e facendo passare Firenze non solo per uno che se ne infischia della legge ma anche per un emerito bugiardo.

Dell’operazione si è incaricato Lucio D’amico, il giornalista più importante e obiettivo del quotidiano, colui che nei primi mesi dell’anno in corso per legittimare la dichiarazione di Messina “zona rossa” voluta dal sindaco De Luca e decretata dal Governatore Musumeci moltiplicò sulle pagine dello stesso giornale il numero dei positivi, come se fossero pani e pesci.

E’ toccato a lui dare una lezione di verità e di etica.

“Carissimo commissario, c’è una precisa registrazione in merito. Tutto quello che è stato riportato nel pezzo è frutto dell’incontro tra il commissario e i sindaci. Il nostro giornalista era presente”, ha replicato un piccato Lucio D’amico alla nota di Firenze.

I non vaccinati, finanche coloro che lamentano che la stampa manipola sistematicamente tutta l’informazione sulla pandemia, hanno però voluto credere a Lucio D’amico.

Come biasimarli: una firma, una garanzia.

Sono fioccati gli esposti all’Autorità garante per la privacy e le denunce in Procura.

Il 6 settembre la Gazzetta del sud trionfante ha pubblicato la notizia che il Garante della privacy avesse aperto un’istruttoria, rivendicandone il merito.

 

Nel corpo dell’articolo è rimarcato nuovamente in rosso che il manager Firenze, in buona sostanza, è un bugiardo irredimibile perché la Gazzetta del Sud, non un giornale di parrocchia, aveva “accertato” la consegna degli elenchi, provata da “registrazione” e “confermata da più fonti”, ma smentita ostinatamente dal commissario.

Ecco cosa si legge giustappunto nel pezzo:

 

Il Garante delle privacy, però, in quattro e quattr’otto ha archiviato i procedimenti a carico di Alberto Firenze: “Il commissario ha spiegato che non ha mai dato elenchi ad alcun sindaco”, ha motivato in una nota firmata dal vice segretario generale dell’organismo deputato a proteggere la riservatezza di ogni cittadino e a sanzionare le violazioni, Claudio Lippi, il 9 settembre 2021

La Gazzetta del sud però di questa archiviazione non ha dato ancora notizia. Eppure sono passati 15 giorni.

Lo farà sicuramente nelle prossime edizioni.

Lucio D’amico avrà così modo di aggiungere all’originaria notizia, un’altra ancora più inquietante: il commissario Firenze non solo ha mentito quando ha mandato la rettifica al giornale, ma  – cosa ancora più grave – ha mentito successivamente a una pubblica autorità, ingannandola ed evitando così un sicuro provvedimento sanzionatorio.

Infatti, il giornalista D’amico – come ha pubblicamente scritto – ha in mano una “precisa registrazione” che dimostra e prova che la consegna delle liste dei noi vaccinati “accertata” dalla Gazzetta del sud si è davvero consumata checché ne dica il Garante della privacy.

Ora, forse, è venuto il momento di tirarla fuori dal cilindro.

Le ipotesi alternative sono due:o mente Firenze e allora dovrebbe essere subito licenziato da Musumeci; o mente l’autorevole Lucio D’amico.