Policlinico, in un bagno trovato uomo morto per overdose. I precedenti.

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E’ stato trovato morto, in uno dei bagni del reparto di Neurologia del Policlinico Universitario di Messina, ubicato nel padiglione E, un uomo dell’età di circa 45 anni. Secondo quanto riferiscono coloro che lo hanno rinvenuto, l’uomo è morto subito dopo essersi iniettato una dose di droga.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno informato la Procura della Repubblica. A breve, al Policlinico, arriverà il sostituto di turno della Procura che disporrà l’esame autoptico e avvierà le indagini per identificare l’uomo e stabilire come e perché l’uomo si sia andato a drogare all’interno di una struttura ospedaliera.

Non è la prima volta che nei padiglione dell’azienda Universitaria avvengono analoghe tragedie. Qualche anno fa (nel 2012), è stato rinvenuto un altro cadavere, questa volta nei corridoi del padiglione C. Analoga la causa del decesso: overdose.

Al suo insediamento (a luglio del 2014) alla guida della struttura Sanitaria il manager Marco Restuccia ha dovuto ordinare una bonifica urgente di alcuni bagni in cui sono stati rinvenute abbandonate siringhe e segni inequivocabili che i locali sono stati utilizzati come stanze per drogarsi in tutta tranquillità.

2 comments

  1. debora scrive:

    Forse voleva lasciare un segno, attirare l’attenzione sulla sua disperazione, chissà? Magari avrebbe voluto essere aiutato a vivere. Certo il suo gesto dovrebbe far riflettere.ciao.

  2. Stefania scrive:

    Immaginare perchè i drogati vadano a “bucarsi” al Policlinico non è poi tanto difficile da capire, considerato che la maggior parte dei padiglioni sono vecchi edifici parzialmente abbandonati, dotati di stanze e bagni inutilizzati, isolati ed aperti. Basterebbero ben pochi accorgimenti per arginare il fenomeno come istituire un metronotte per ogni Padiglione (così come esisteva una volta) e chiudere tutte le stanze e i reparti inutilizzati. Io, dipendente del Policlinico, sono costretta ad aggirarmi circospetta ed in compagnia per evitare brutti incontri ed a controllare dove metto i piedi per evitare di calpestare siringhe e “tracce” biologiche di qualsiasi genere. La notizia della morte non mi sorprende perchè questa brutta realtà è conosciuta a tutti purtoppo e non è stata la prima e non sarà neppure l’ultima se, depositatosi il polverone, le cose non cambieranno.

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