Asp 5, regolamento di Conti: Magistri torna e manda via il direttore sanitario vicino al deputato Picciolo

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MESSINA. Rosario Crocetta l’aveva disarcionato sostituendolo con Giovanni Migliore. Il Tar di Catania, il 13 aprile 2014, lo ha rimesso a capo dell’Azienda sanitaria provinciale 5 di Messina. La mattina del 17 aprile ha varcato il portone di via La Farina e prima ancora di avere il tempo di riprendere familiarità con l’ambiente ha “licenziato” Santino Conti, da 15 anni seduto sulla poltrona di direttore sanitario: dal 2004 al 2008 all’azienda Piemonte; prima ancora all’Asp di Palermo e dal 2008 e sino a ieri in una delle stanze dei vertici dell’Asp 5.

Il primo atto di Manlio Magistri da (rinnovato) commissario dell’Asp 5 disvela un retroscena e suona come una rivincita su chi aveva caldeggiato il suo allontanamento al Governatore Crocetta. Conti infatti, un tempo politicamente vicino al Governatore Totò Cuffaro e poi a Francantonio Genovese, è riconosciuto come uomo di Giuseppe Picciolo, deputato regionale e leader dei Democratici riformisti, per altro legato all’ormai ex direttore sanitario anche da un rapporto di parentela.

Giuseppe Picciolo

“Conti ha superato il limite massimo 65 anni e comunque è decaduto con Migliore che gli aveva rinnovato l’incarico al suo arrivo”: sono queste le motivazioni ufficiali con cui è stato congedato Contiche da anni cumulava la sua pensione con l’indennità (100mila euro annui circa) di direttore sanitario.

ll manager milazzese, che ha sostituito Conti con Mario Pajno, ha però adesso il problema di trovare un direttore amministrativo. Vincenzo Barone, direttore generale dell’Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo, reclutato da Migliore anche come direttore amministrativo, si è dimesso e ha lasciato vuota la poltrona. Salvatore Munafò, a sua volta invitato alla dimissioni al momento dell’insediamento di Migliore, si è già detto indisponibile a ritornare al suo posto.

Il Tribunale amministrativo di Catania ha ritenuto che la revoca di Magistri fosse avvenuta senza il rispetto delle procedure previste dalla legge e senza adeguate motivazioni.

La revoca del manager è arrivata al termine di una campagna di stampa che secondo il manager si è servita di giornalisti vicini a taluni esponenti politici e all’Ordine dei medici, che aveva contestato una serie di provvedimenti di Magistri. Quest’ultimo, per tutelare l’immagine sua e dell’azienda aveva dato con delibera un apposito incarico all’avvocato Carmelo Scillia.

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