IL CORSIVO. Villa Dante, cercasi giardiniere. Se Accorinti non fosse sindaco l’avrebbe già pulito lui “di pirsona personalmente”… almeno qualche metro quadro, ma solo con telecamere al seguito

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Il sindaco Accorinti a villa Dante

Il sindaco Accorinti a villa Dante

 

E’ davvero un peccato che Renato Accorinti sia troppo impegnato a fare il sindaco. Se non lo fosse, si sarebbe già munito di un decespugliatore, un rastrello e avrebbe pulito in un batter baleno Villa Dante: naturalmente solo pochi metri quadri e solo dopo aver allertato i giornalisti, in modo da farsi un po’ di pubblicità ma sempre per lottare per i diritti dei cittadini di fruire di luoghi belli e puliti.

Invece, no. Renato Accorinti è sindaco, purtroppo. E’ super impegnato da 4 anni ormai a palazzo Zanca e Villa Dante, l’unico polmone verde del centro città (peraltro a 50 metri da casa del primo cittadino)  rimane nel degrado assoluto, con bagni impraticabili per il cattivo odore, sterpaglie dappertutto, staccionate divelte, campetto di calcetto distrutto, stradine sconnesse.

La stessa scena di squallore si respira da anni quando si va al campo di atletica dell’ex Gil, a 100 metri di distanza, l’unica struttura sportiva del centro città, luogo in cui Accorinti, tra una lezione di atletica e l’altra, teneva gemeriadi lunghissime sull’inefficenza dell’amministrazione in carica e inscenava proteste contro il degrado in cui la struttura era tenuta: naturalmente sempre dopo aver allertato la stampa.

Se non fosse sindaco, Accorinti sarebbe all’ex Gil, a protestare.

Sarebbe pure a piantare alberi, dove l’ amministrazione che guida li ha tagliati.

Il tutto sostenendo che i problemi di bilancio non possono giustificare che non si riescano a trovare poche migliaia di euro per tenere in condizioni dignitose due luoghi simbolo del grado di civiltà di una comunità: e chi gli avrebbe mai potuto dare torto?

E’ davvero, davvero, un peccato che sia sindaco: non c’è che da essere rammaricati.

La consigliera comunale Lucy Fenech, la più fedele sostenitrice del sindaco Renato Accorinti, organizza meritoriamente da anni un ciclo di incontri dal titolo “I care”. Anche nell’ultimo mese ne ha promosso di interessantissimi.

Solo che “I care” non è una frase ad effetto da spendere per dare senso a un ciclo di conferenze .

I care per come la intendeva Don Milani è un modo di essere, è partecipazione appassionata, è prendere posizione, è lottare concretamente contro il degrado: a partire dalle piccole, piccolissime cose.

L’ultimo incontro che ha organizzato Lucy Fenech qualche giorno fa aveva come tema “Educare alla bellezza”, come antidoto all’abitudine, alla rassegnazione al degrado.

Educare alla bellezza non è solo teoria. L’educazione è fatta di esempi. E’ composta da fatti concreti e coerenti.

Quale educazione alla bellezza possono ricevere i ragazzi della scuola Enzo Drago, solo per fare esempio, di cui Accorinti è docente (in aspettativa), se un albero bellissimo che campeggiava nel cortile è stato tagliato e non ne è stato piantato un altro; se gli adolescenti all’uscita e all’entrata delle scuole vedono sterpaglie alte un metro nelle aiuole e spazzatura dappertutto, che gli addetti alle pulizie non fanno in tempo a pulire perché passano gran parte del tempo di lavoro a disquisire con gli amici;  se mentre tornano a casa trovano auto parcheggiate impunemente sui marciapiedi e sugli scivoli per disabili, agli incroci semaforici, sulla pista ciclabile, ecc, ecc?

Educare alla bellezza è una responsabilità (oltre che della scuola) anche della classe dirigente, quella a cui appartiene Lucy Fenech, il sindaco Accorinti e i suoi assessori, i quali evidentemente al degrado si sono abituati, a meno che non si voglia sostenere che di tutte queste cose, di tutte queste piccole cose eppure simboliche, nulla sappiano perché sono talmente impegnati in riunioni inutili da non poter fare una passeggiata sino a Villa Dante o sino all’ex Gil.

E’ davvero un peccato che Accorinti sia diventato sindaco, perché in questi 4 anni non si è potuto interessare (I care) appassionatamente della città, non ha potuto dare il suo apporto ad educare alla bellezza i giovani e ha pure distolto da questa preziosa attività gli assessori di cui si è circondato.

 

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