Tentato omicidio di Ylenia Bonavera, la Procura le contesta il reato di favoreggiamento personale ma la vittima continua a difendere Alessio Mantineo. Nuova lite con la madre nel corso dell’udienza preliminare. Il Gup rinvia al 22 novembre per sentire le due donne

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Ylenia Bonavera e Alessio Mantineo

Ylenia Bonavera e Alessio Mantineo

 

Le prove raccolte dagli inquirenti sono schiaccianti. E la Procura di Messina ha aperto un fascicolo nei suoi confronti per favoreggiamento personale.

Ylenia Bonavera però continua a difendere Alessio Mantineo, il fidanzato accusato di averle lanciato addosso della benzina dandole fuoco, a seguito dell’ennesimo litigio, alle 5 circa del mattino dell’8 gennaio 2017.

Questa mattina nel corso dell’Udienza preliminare davanti al giudice Salvatore Mastroeni, la ragazza di 23 anni non solo non ha voluto costituirsi parte civile ma per difendere il fidanzato ha litigato con la madre, Nunziata Giorgio Piluso, che invece assistita dal legale Roberto Bonavita si è costituita.

Si è così ripetuto, questa volta in un’aula di giustizia, lo stesso spettacolo che tutti gli italiani hanno visto sugli schermi televisivi della trasmissione la “Pomeriggio 5″, qualche giorno dopo i fatti, mentre Ylenia era ancora ricoverata in ospedale.

La Procura di Messina sulla scorta del materiale probatorio raccolto nell’immediatezza dei  fatti aveva chiesto il rinvio a giudizio con un accusa di tentato omicidio.

L’avvocato di Alessio Mantineo, Salvatore Silvestro, aveva invece domandato il rito abbreviato condizionato proprio alla audizione della ragazza.

Il giudice ha rinviato all’udienza del 22 novembre, disponendo sia l’audizione della ragazza che quella della madre.

Rigettata la costituzione di parte civile di una serie di associazioni anti violenza.

Una difesa strenua

Ilenia pure questa mattina, sia pure nel corso del litigio con la madre, ha continuato a sostenere la versione assolutoria data agli uomini della polizia.

“E ‘ stato un uomo di 26/27 anni di cui non ho riconosciuto l’identità né il possibile movente a cui ho aperto la porta di casa alle 4 di mattina. Non è stato Alessio”, ha dichiarato il giorno dopo l’aggressione.

Eppure, che fosse stato il ragazzo ventisettenne con cui da tempo intratteneva una relazione burrascosa, Ylenia lo aveva confidato a caldo in stato di shock e dolente per le ustioni, alla vicina ottantenne, alla cui porta aveva bussato quella mattina chiedendo aiuto: “La prego mi aiuti. Chiami il 118”.

La promessa di omertà e il reato di favoreggiamento personale

All’addetto della centrale operativa del 118 che cercava di capire cosa fosse successo, la donna ottantenne ha detto che Ylenia le aveva raccontato che a darle fuoco era stato il suo ex fidanzato, come peraltro risulta dalla registrazione della comunicazione.

La ragazza però non aveva per nulla gradito la loquacità della donna: “Quando finii di parlare con il 118,Ylenia mi ha detto: “Io non sono una sbirra“, ha raccontato l’anziana donna agli agenti che successivamente l’hanno sentita.

Che fosse stato Alessio, lo ha di nuovo detto qualche ora dopo davanti al medico che la stava medicando e alla madre: “Chi è stato, chi è stato, è stato Alessio”, ha detto la ragazza, come hanno raccontato la madre e il medico agli inquirenti. E, prima ancora,lo ha detto alla zia che era accorsa subito in ospedale.

Poi però interrogata, qualche ora dopo dagli inquirenti, ha fornito la versione assolutoria favorevole ad Alessio. E da quella versione non si è più schiodata.

Tanto che la Procura, dinanzi ai fatti accertati e alle prove raccolte, ha dovuto iscriverla sul registro degli indagati per favoreggiamento personale, reato che prevede una pena sino a 4 anni di reclusione, proprio perché sta aiutando Alessio “a eludere le investigazioni dell’Autorità”.

 

 Con la tanica in mano

Alessio Mantineo, che a sua volta si è sempre professato innocente, è stato invece inchiodato dalla telecamere del distributore di benzina che lo hanno immortalato mentre riempiva una tanica di benzina un’ora prima che Ylenia bussasse alla porta della vicina per chiedere aiuto.

Ylenia è stata pure smentita dalle testimonianze delle amiche su cosa sia accaduto quella sera.

La ragazza ha raccontato di aver incontrato in precedenza all’Officina, un locale di Messina, Alessio, ma di essere stata accompagnata al mattino a casa dalle amiche, con le quali quella sera era uscita.

Le amiche hanno, invece, dichiarato: “Ylenia e Alessio sono andati via dal locale intorno alle 2 per conto loro. Da quel momento non li abbiamo più visti”.

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