Il CASO: Vendita privilegiata, gli amministratori giudiziari dei beni confiscati a Sarino Bonaffini cedono una casa a un loro consulente. Il prezzo? La metà di quello praticato agli altri. Le giustificazioni dell’amministratore Giuffrida e dell’acquirente

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Il crystal residence

Il Crystal residence

 

Gli appartamenti del complesso immobiliare “Falcone” che ha preso il posto dell’ex grissinificio omonimo, sulla strada statale, a Contesse, li hanno venduti a mille e 400 euro a metro quadro.

Invece, l’ultimo appartamento rimasto invenduto del complesso Crystal residence, che sorge a cento metri di distanza, in direzione del centro città, sempre sulla strada statale, l’hanno venduto più meno a metà prezzo.

Centodieci metri quadri di abitazione, più 70 metri quadri di terrazza, rifiniture di alto livello, vista sullo Stretto di Messina. E in più, un box auto coperto.

L’avvocato Raffaele Maccari e i commercialisti Pippo Giuffrida e Antonino Barbagallo, i tre amministratori giudiziari dei beni confiscati nel 2011 a Sarino Bonaffini, noto imprenditore del pesce con grossi interessi nel settore immobiliare ritenuto vicino alla cosche mafiose locali, hanno ceduto quest’appartamento (di proprietà dello Stato) per 95 mila euro.

L’acquirente?

Un loro consulente: l’architetto, Saverio Carbonaro, assunto tre anni prima, nel 2013 (a duemila euro netti al mese), proprio per curare gli aspetti tecnici relativi alla vendita degli immobili passati da Bonaffini al patrimonio dello Stato.

Facendo due calcoli, considerato che la terrazza è calcolata per un terzo e che il prezzo include il box auto coperto, Saverio Carbonaro ha comprato a poco meno di 700 euro a metro quadro.

 

Questione di prezzo e di conti che non tornano

 

Il prezzo è nettamente più basso di quello fissato nel 2009 nel compromesso di vendita dello stesso appartamento stipulato con atto scritto tra Metropoli srl, la società immobiliare della famiglia di Bonaffini, e un privato: 230 mila euro, più o meno 2 mila euro a metro quadro (quasi tre volte il prezzo a cui è stato ceduto ora a Carbonaro).

Uno dei tre amministratori giudiziari, Pippo Giuffrida, commercialista catanese, spiega: “L’architetto Carbonaro ci ha fatto la proposta di acquisto. Io l’ho ritenuta congrua ed equa sulla base di una serie di valutazioni e di dati”.

La differenza notevole di prezzo?

“Il prezzo del compromesso si riferisce al 2009. Poi c’è stato un crollo del settore immobiliare e i prezzi sono nettamente calati”, precisa Giuffrida.

Ma di quanto sono calati?

“In effetti, il calo c’è stato. Nel 2016 in quella zona si è venduto a mille e 500 euro/ mille e 400 euro a metro quadro. Non di meno”, spiega un agente di una delle società immobiliari più grosse del settore.

Ma è lo stesso Saverio Carbonaro a confermare che il prezzo di vendita di immobili nuovi in quella zona si aggira sui 1400/ 1500 euro al metro quadro e che gli stessi amministratori si sono attenuti a questo prezzo.

“Di recente gli stessi amministratori giudiziari hanno venduto gli appartamenti del complesso Falcone a mille e 400 euro a metro quadro”, ammette Carbonaro.

 

Giustificazioni con giallo

 

Come mai allora a Carbonaro è stato praticato un prezzo pari alla metà di quello di mercato, cui si sono attenuti in precedenza gli stessi amministratori?

“Credo che il prezzo che ho proposto sia giusto, considerata la situazione del complesso immobiliare”, spiega Carbonaro. Che svela un dato:  “A causa di difformità con il progetto, l’immobile manca certificato di agibilità e di abitabilità”, rivela l’architetto.

Quindi, gli amministratori giudiziari hanno venduto un immobile ( e Carbonaro l’ha comprato) senza le certificazioni necessarie per poterci vivere.

“E’ proprio così”, risponde Carbonaro.

 

L’avallo del giudice e il cuore del problema

 

L’operazione è stata – per come prevede la legge – avallata da un giudice del Tribunale misure di prevenzione che ha messo la sua firma autorizzando la vendita. “L’istanza per la vendita l’abbiamo proposta al presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina, Nunzio Trovato. Mi sono convinto che quello è il prezzo equo e l’ho rappresentato al giudice. Quest’ultimo ha condiviso le mie valutazioni e i dati che gli ho esposto, di cui mi assumo tutta la responsabilità”, racconta il commercialista catanese.

In genere, le vendite degli amministratori giudiziari sono preceduti da una perizia di stima.

“Ci dovrebbe essere quella di un’agenzia immobiliare”, dichiara Giuffrida.

Quale è l’ agenzia?

“E’ una cosa riservata. Non me lo ricordo. Ma questo non è importante. Ci sia o meno la perizia, il cuore del problema è un altro. Chiami un esperto e faccia fare una perizia. Se il prezzo che verrà fatto dal suo consulente è più o meno uguale a quello di vendita, io non ho responsabilità”, conclude Giuffrida.

 

Competenza e serietà

 

Saverio Carbonaro, è stato scelto come coadiutore (è questo il termine tecnico) dagli amministratori giudiziari perché “dopo un colloquio, è parso persona seria e competente”, come sottolinea l’amministratore Giuffrida.

E’ lo stesso architetto a escludere “in maniera categorica qualsiasi rapporto di parentela con uno dei tre amministratori”.

 

 

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