Fallimento Pesce, arrivano le condanne di primo grado per l’imprenditore, il notaio Quagliata, e gli ex dipendenti Inferrera e Restuccia. Assolti gli altri sei 6 imputati

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Sandro Pesce

Sandro Pesce

Nove anni di reclusione per Sandro Pesce; sei anni per Vittorio Quagliata; 4 anni per Gaetana Inferrera, un anno e 6 mesi per Giancarlo Restuccia.

Assolti invece, David Remedios, Rosa Maria Zocca, Maria Ferrara, Giuseppe Leoni, Margherita Bagnoli e Luigi Giannetto

 

E’ questo l’esito del processo di primo grado nato dal fallimento delle aziende del noto imprenditore Sandro Pesce, proprietario di alcuni dei negozi più frequentati di abbigliamento della città di Messina (Acquarius e Semplice, tra questi), che erano arrivati ad impiegare circa 80 dipendenti.

La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione penale, presieduta da Silvana Grasso, nel primo pomeriggio di oggi.

Sandro Pesce, in sostanza, era accusato di aver svuotato le società di cui era titolare distraendo a suo favore ingenti risorse che poi ha usato per compiere altre attività: da qui le accuse di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita ed evasione fiscale.

La società cassaforte del gruppo, la “Margan Srl”, era stata dichiarata fallita nel 2009.

Nel compiere questa attività – secondo l’accusa – si era servito del notaio (peraltro, cognato) Vittorio Quagliata e di Gaetana Inferrera, dipendente di Pesce.

Giancarlo Restuccia, altro ex dipendente di Pesce, invece, era accusato di favoreggiamento personale.

Sandro Pesce, nell’ambito dell’inchiesta fu arrestato e mentre era in carcere chiese attraverso la sorella a Restuccia di occultare parte della documentazione contabile.

 

 

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